Progetto Quattro C “Alla scoperta della biodiversità tra le dune del mare di Latina”

Conoscenza, sensibilizzazione e di educazione ambientale sui cambiamenti climatici - A.S. 2024/2025

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Resoconto dell’esperienza degli studenti della classe 2A

Progetto di conoscenza, sensibilizzazione e di educazione ambientale sui cambiamenti climatici e sugli impegni che ogni cittadino può assumere per contrastarli favorendo adattamenti, patrocinato dal Comune di Latina, ideato e realizzato dall’Istituto Pangea ETS.

Il Parco Nazionale del Circeo

L’esperienza del 7 novembre 2024 mi ha interessata molto per le notizie sul nostro territorio che abbiamo acquisito. Le notizie che più mi hanno interessato sono quelle sul Parco Nazionale del Circeo.

Il Parco Nazionale del Circeo è un’area protetta istituita negli anni 30 ed è uno dei parchi più piccoli in Italia. Nonostante le sue dimensioni così ridotte è estremamente importante per la biodiversità. Il parco prende il nome dal monte Circeo (541m).

Il monte Circeo si divide in un versante caldo (esposto a sud) e un versante freddo (esposto a nord che è quasi sempre in ombra). Il versante sud  è ricoperto da una fitta macchia mediterranea  (piante abituate al sole e alla scarsità d’acqua e al vento marino), sul versante  freddo  sorge un bosco di lecci.

Il parco nacque quando era in corso la bonifica e venne istituito  per salvaguardare  l’ambiente originario.

Con questa esperienza posso dire di aver approfondito le mie conoscenze sul Parco nazionale del Circeo, dove molti animali, principalmente gli uccelli, di natura migratoria trovano rifugio. Ho ben capito la differenza tra bosco e foresta, che consiste nella biodiversità.

La ricerca di elementi vegetali sulla spiaggia

L’esperienza eseguita è stata molto interessante e la cosa che mi ha colpito e affascinato di più è il lavoro di ricerca di elementi vegetali sul lungomare e poi la visione e l’analisi di essi da parte della guida. Durante il lavoro abbiamo trovato diverse cose come: canne provenienti dalle paludi, tronchi e la posidonia oceanica. Abbiamo anche trovato elementi animali come la spugna, i residui dei nidamenti delle uova di pesce e dei resti di granchio blu, una specie aliena che sta iniziando a popolare il nostro territorio.

In quest’esperienza ciò che mi ha interessato di più è stata la posidonia oceanica; questa pianta appartiene a una famiglia di piante superiore che si chiama fanerogame (hanno radici, fusto, foglie e fanno fiori e frutti con all’interno semi che fanno nascere nuove piante). Le praterie di posidonia hanno funzioni importanti per il nostro ecosistema, quella di frenare la forza del mare quando è in tempesta e limitando così il fenomeno dell’erosione, e inoltre fungono da rifugio per i piccoli pesci, che così hanno un posto sicuro dove deporre le uova e far crescere i piccoli. Per questo sono state protette.

Gli egagropili sono le foglie e la parte più pelosa della posidonia che seccandosi e finendo in balia del modo ondoso diventano in questo modo fondamentali per il mantenimento delle nostre spiagge poiché formano delle barriere.

L’esperienza è stata molto costruttiva. Ho compreso cose su cui mi facevo, da tempo, delle domande. Ho imparato le azioni che svolge la Posidonia, quale lo stoccaggio del carbonio. La posidonia presente nel Mediterraneo va ad assorbire circa un terzo dell’anidride carbonica prodotta dall’azione umana da una superficie pari a quella dalla Corsica. Abbiamo raccolto ciò che per noi potevano essere vegetali provenienti dal mare e visto delle nocciole sulla spiaggia che non sono del nostro territorio ma bensì trasportate dal Tevere provenienti dalle zone dei Colli Albani.

Le dune del nostro lido

Questa esperienza è stata molto utile perché ci ha permesso di conoscere meglio il territorio in cui viviamo. Una cosa che mi ha interessato molto sono state le dune, che grazie alla loro altezza sopra al livello del mare, sono delle ottime barriere, insieme ai laghi costieri, in caso di mareggiate. Le dune sono plasmate grazie a migliaia di egagropili, i residui fibrosi della poseidonia oceanica, pianta molto diffusa nel mar Mediterraneo, che si accumulano sulle spiagge e grazie alla loro presenza, la sabbia trasportata dal mare, viene portata più in avanti, dove si formano le dune. Allontanandosi dall’acqua salata, si inizia a incontrare qualche seme che, trasportato dall’acqua o da qualche animale, è arrivato lì ed è riuscito a germogliare. Le piante delle dune hanno delle foglie molto piccole per non essere portate via dal vento, e hanno delle radici molto lunghe, che servono sia per ancorarsi saldamente alla sabbia e sia per assorbire la poca acqua dolce che trovano; un effetto collaterale di tutte queste radici lunghe e che tengono letteralmente insieme le dune.

Allontanandosi ancora di più dall’acqua, le piante diventano più grandi e simili a cespugli, la più importante di queste è il Ginepro Coccolone, che fa da barriera per il vento e quindi c’è molta sabbia vicino alle loro radici, infine tutti i cespugli in queste dune alte sono tutti diretti verso il mare perché ricevono più brezza e più sole.

I cambiamenti climatici

Di questa esperienza la cosa che mi ha colpito in particolare modo è stata quando abbiamo parlato dei cambiamenti climatici nelle nostre zone che di conseguenza hanno portato a un riscaldamento della temperatura delle acque marine. E ci è stato spiegato che  a questo è dovuta inoltre la migrazione di specie di pesci e animali marini, come tartarughe e pesci scorpione nelle nostre zone. Durante la spiegazione ho anche appreso che a differenza di come pensavo la maggiore fonte di ossigeno è proprio il mare dato che la maggior parte del nostro territorio è ricoperta da acqua.

Una delle cose che mi ha colpito di più sull’uscita sul lungomare di Latina è stato l’approfondimento su specie che stanno cominciando ad arrivare sulle spiagge della nostra città. Infatti negli ultimi anni, sono stati osservati sempre più nidi di tartarughe marine sulle spiagge di Latina e di altre aree costiere italiane. Questo fenomeno sembra essere legato a diversi fattori ambientali e climatici:

  • Cambiamenti climatici: L’aumento delle temperature globali sta riscaldando anche le acque del Mediterraneo, creando condizioni più favorevoli per la nidificazione delle tartarughe marine, che in passato avveniva principalmente in aree più calde
  • Adattamento e nuove rotte: Le tartarughe marine stanno ampliando le aree di nidificazione e stanno adattando le loro rotte migratorie
  • Conservazione: Gli sforzi di conservazione e protezione delle tartarughe marine hanno avuto un effetto positivo. Grazie alla riduzione di pesca accidentale e all’aumento di zone protette, le popolazioni di tartarughe stanno aumentando, e si osservano più nidi anche in aree dove prima erano rare
  • Condizioni ambientali favorevoli: Le spiagge di Latina, e altre della costa tirrenica, offrono buone condizioni per la nidificazione, come sabbia adatta per la deposizione delle uova e zone tranquille lontane dal disturbo umano

Abbiamo parlato delle specie aliene sia vegetali che animali: granchio blu, pesce palla, il pesce scorpione. Le ultime due sono dovute al fatto che il nostro clima sta cambiando e sta diventando sempre più caldo.

pesce palla

pesce scorpione

granchio blu

Questo cambiamento è un segnale importante che mostra come le specie marine possano adattarsi a nuovi contesti, ma al tempo stesso evidenzia anche gli effetti del riscaldamento globale sull’ecosistema marino.

La voce degli studenti della 2A – A.S. 2024/2025