Costernazione, rabbia, amarezza e tanto dolore attraversano i nostri animi oggi per te, Luca, che solo pochi anni fa eri protagonista di tanti progetti, qui insieme a noi… qui costruivi il tuo futuro, sviluppavi le tue idee, ti confrontavi con i compagni e con i docenti che ti hanno visto crescere. Crescere negli ideali, acquisire sicurezza nelle tue possibilità, vedere gli obiettivi della tua vita immediata e… poi?
Un fallimento per questa società che non ha saputo cogliere i segni di un malessere profondo e sotterraneo che ha minato le tue certezze, in un tempo che non ti ha restituito i sogni, in un tempo che ha portato buio, un “freddo taglio di luna”, un tempo senza fiato, fatto di ansia e senza senso… una riflessione che dobbiamo a tutti i nostri giovani, una riflessione per tutti noi operatori silenziosi di questa società che chiede attenzione, che chiede tempo, il tempo dell’ascolto. Un ascolto attivo che si rintraccia negli occhi di chi non dice, negli atteggiamenti che passano spesso sotto traccia, un grido di aiuto che troppo spesso non sentiamo per i suoni assordanti della lacerazione della solitudine interiore.
A tutti i docenti, a tutti i genitori, che si pongono in ascolto vogliamo dire grazie.
A tutti i giovani che troppo spesso non chiedono aiuto e a quelli che non hanno il coraggio di interpretare i loro pensieri negativi, vogliamo dire che cercare sostegno non è un difetto ma un punto di forza, che la soluzione sta nella comunicazione e nel confronto con l’altro. Il nostro viaggio potrebbe essere difficile, ma quando si fa dura la salita, occorre prendere fiato per dare un senso al nostro percorso, per pensare che il sole nelle giornate più cupe “continua a risplendere sopra le nuvole”.
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