Partecipare al MUNER di New York è stata per noi un’esperienza profondamente arricchente e stimolante, un’occasione unica per crescere a livello personale, accademico e umano. Questo evento, organizzato da United Network, rappresenta la più prestigiosa simulazione delle Nazioni Unite al mondo, e si svolge in una cornice eccezionale: l’affascinante città di New York.

Fin dal momento della partenza, l’emozione era tangibile. Il programma ha saputo unire perfettamente momenti formativi e culturali. Abbiamo avuto l’opportunità di visitare luoghi iconici come Central Park, il Metropolitan Museum, l’Empire State Building e Midtown Manhattan, respirando l’energia e il dinamismo della città che non dorme mai. Ma il vero cuore pulsante dell’esperienza è stato senza dubbio il lavoro diplomatico svolto durante le sessioni simulate delle Nazioni Unite.
I lavori del MUNER si sono svolti nel pieno rispetto delle procedure dell’ONU, con dibattiti interamente in lingua inglese. Durante le tre giornate di commissione, ci siamo confrontati con studenti provenienti da tutto il mondo, discutendo e negoziando su temi di cruciale importanza globale, come lo sfollamento causato dai cambiamenti climatici. La preparazione nei mesi precedenti, attraverso corsi avanzati su public speaking, strategia diplomatica, redazione di risoluzioni e studio dei Paesi membri, si è rivelata fondamentale per affrontare con sicurezza e competenza i lavori di commissione.
Uno dei momenti più emozionanti è stato l’ingresso nel Palazzo di Vetro dell’ONU, a Manhattan, dove abbiamo preso parte a una visita guidata delle principali sale in cui si svolge la diplomazia mondiale. La sala del Trusteeship Council ci ha colpiti in modo particolare: ci è stato raccontato come questo consiglio, in collaborazione con altre organizzazioni, sia riuscito a garantire l’indipendenza e i diritti fondamentali nelle ex colonie europee, fino alla cessazione delle sue funzioni nel 1994, con l’indipendenza di Palau. Una testimonianza concreta dell’efficacia della diplomazia internazionale.

Anche la sala dell’ECOSOC, dove si affrontano i problemi socio-economici globali, ci ha affascinati, soprattutto per la curiosa e significativa storia delle donazioni da parte dei Paesi scandinavi, che resero possibile la realizzazione delle sale ancora oggi in uso. E naturalmente, la General Assembly Hall, il cuore delle Nazioni Unite, è stata l’apice della visita: sedersi esattamente nei posti riservati ai delegati ufficiali dell’ONU è stato un momento che ci ha tolto le parole di bocca.
Ancora più sorprendente è stato tornarci il giorno dopo, quando abbiamo avuto l’onore di assistere al Mission Briefing con diplomatici delle rappresentanze permanenti e del Consolato Generale Italiano. Vivere la diplomazia da così vicino, proprio all’interno della sala dove si prendono decisioni globali, è stato indescrivibile.

Il MUNER ci ha lasciato molto più di un semplice ricordo: ci ha fatto sentire parte attiva del mondo, ci ha mostrato quanto possiamo fare, anche da studenti, per contribuire al cambiamento. Abbiamo sviluppato competenze fondamentali – dalla comunicazione efficace al lavoro in team, dall’analisi politica alla gestione dei conflitti – ma soprattutto abbiamo compreso il vero significato della cooperazione internazionale.
Se siete appassionati di diplomazia, relazioni internazionali e sfide globali, non possiamo che consigliarvi di cogliere questa opportunità. Il MUNER è molto più di un progetto scolastico: è un’esperienza che apre gli occhi, amplia gli orizzonti e accende nuove passioni.
Chisari Claudia e Radicioli Tiziano
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