Partecipazione al PMI DAY – Visita guidata presso l’azienda SOGIN

Didattica orientativa - a.s. 2025/2026

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Circolare 98 “Partecipazione al PMI DAY – Visita guidata presso l’azienda SOGIN”

Report delle classi che hanno partecipato all’esperienza

Il 17 novembre 2025 noi studenti e studentesse delle classi 4F e 5F abbiamo partecipato a una visita guidata presso la centrale nucleare di Borgo Sabotino, attualmente in fase di dismissione sotto la gestione di SOGIN.
L’esperienza è stata un’occasione preziosa per avvicinarci a un ambito che spesso percepiamo come distante dalla vita quotidiana, ma che in realtà coinvolge numerose figure professionali con competenze tecniche e scientifiche molto diverse.

SOGIN è la società pubblica incaricata del decommissioning nucleare, cioè del complesso processo di smantellamento delle centrali nucleari italiane e della messa in sicurezza dei materiali radioattivi. La sua attività ha l’obiettivo di eliminare ogni rischio legato alla radioattività, riportare gli impianti allo stato di “prato verde” e costruire un deposito nazionale insieme a un parco tecnologico, dove i rifiuti radioattivi possano essere conservati definitivamente in condizioni di sicurezza. L’azienda opera in collaborazione con diversi enti (come AGIS, Confindustria e Unindustria) che partecipano al coordinamento industriale, alla sicurezza e allo sviluppo del territorio.

In Italia, nonostante non ci siano più centrali nucleari attive, la produzione di rifiuti radioattivi continua a causa dello smantellamento degli impianti e dell’uso in medicina, industria e ricerca. Al 31 dicembre 2024, i rifiuti radioattivi gestiti in Italia ammontano a circa 32.663 metri cubi, con un aumento del 3,38% rispetto al 2023, secondo l’ultimo inventario ISIN. La maggior parte di questi rifiuti deriva dagli impianti nucleari dismessi (circa 16.000 metri cubi gestiti da Sogin), ma un volume significativo è anche legato ad attività mediche e industriali.

La storia del nucleare in italia e la nostra visita

Siamo stati accolti da Unindustria e dallo Staff della SOGIN, tra cui il direttore Enrico Bastianini, che ci hanno accompagnato nella ex sala comando della centrale nuclare e successivamente ci hanno accompagnato lungo la visita.

Durante la visita abbiamo ripercorso la storia dell’enegia nucleare in Italia tramite il caso specifico della centrale nucleare di Borgo Sabotino, una delle prime costruite in Italia. Ci è stato raccontato il contesto storico, dalla costruzione delle centrali nucleare all’epoca di Enrico Mattei fino al referendum abrogativo del 1987 che ha sancito l’abbandono dell’energia nucleare e l’inizio del decomissioning.

Abbiamo osservato da vicino la struttura del reattore, comprendendo come grafite e uranio venissero impiegati nel processo di produzione dell’energia. Ci sono state illustrate le basi del funzionamento delle centrali a gas di prima generazione, utilizzate in Italia, nel Regno Unito e in Francia tra gli anni ’50 e ’60, caratterizzate dall’uso della grafite come moderatore e dell’anidride carbonica come fluido refrigerante.

Successivamente abbiamo approfondito gli attuali procedimenti di smantellamento dei materiali radioattivi: dalla rimozione dei componenti più contaminati, fino al trattamento e alla messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi nei depositi dedicati.

Il “pulsante rosso” di spegnimento di emergenza di una centrale nucleare si chiama

SCRAM (o scram) e la sua attivazione fa scendere immediatamente le barre di controllo nel nocciolo del reattore per bloccare la reazione nucleare. Questo pulsante viene premuto dall’operatore in caso di malfunzionamenti

Abbiamo inoltre chiarito la distinzione tra zone controllate e zone sorvegliate, ciascuna dotata di specifiche misure di protezione. Interessante è stato anche il focus sulla futura localizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi: sono stati illustrati i criteri di scelta, il ruolo dei fondi statali, il coinvolgimento delle regioni, l’esempio della Basilicata, gli incentivi previsti (15 milioni di euro) e il caso della cittadina di Champagne, dove la presenza di un deposito ha portato benefici al territorio.

Riflessioni sull’esperienza

La visita ci ha permesso di riflettere anche sulle nostre prospettive future. Oggi il numero di lavoratori impiegati è molto inferiore rispetto a quando la centrale era in funzione per la produzione di energia elettrica. Nonostante ciò, anche in futuro saranno richieste professionalità specializzate in ambito tecnico, ambientale, ingegneristico e gestionale. È stato interessante scoprire come un settore che immaginavamo “isolato” e ristretto coinvolga in realtà competenze diverse e il contributo di molte figure professionali.

Dal punto di vista dell’orientamento, l’esperienza è stata istruttiva e interessante. Ci ha permesso di vedere da vicino il “mondo del nucleare” e ci ha aiutati a riflettere, con un’esperienza sul campo, cosa ci possa interessa realmente per i nostri percorsi futuri. Abbiamo capito che dietro le diverse e complesse attività svolte dalla SOGIN esistono figure professionali che richiedono competenze trasversali che vanno dall’ingegneria alla comunicazione, dalla chimica alla sicurezza sul posto di lavoro. Queste tematiche le abbiamo affrontate da un punto di vista teorico all’inizio del nostro percorso FSL (ex PCTO) quando abbiamo trattato il tema della sicurezza nel terzo anno di liceo; oggi abbiamo visto sul campo quanto possano essere importanti.

La visita si è quindi trasformata per tutti noi in un’occasione per riflettere sui possibili sbocchi professionali legati alla produzione di energia, sulla salvaguarda dell’ambiente e alla gestione del rischio sul posto di lavoro. Sarà sicuramente un’esperienza che ricorderemo anche se non tutti noi proseguiremo con professioni affini a quelle che abbiamo visto oggi.

Desideriamo ringraziare Unindustria e lo staff di SOGIN, in particolare il direttore Enrico Bastianini, per l’accoglienza e la disponibilità.

Studenti e Studentesse delle classi 4F e 5F