Attività di job shadowing: Colegiul National “Garabet Ibraileanu”, Iasi (Romania)

Programma Erasmus+ KA121 - A.S. 2025-2026

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Personale scolastico

Docente

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  • Sede: Colegiul Național “Garabet Ibraileanu”, Iași (Romania)
  • Periodo: 04.05.2026 – 11.05.2026
  • Partecipanti:  Prof.sse Pennacchia Domizia e Tedesco Marianna

Introduzione e Obiettivi

La nostra prima esperienza di attività di Job Shadowing si è svolta presso il Colegiul Național “Garabet Ibraileanu”, un’istituzione di prestigio a Iași, nota per l’eccellenza accademica e l’apertura internazionale.

Gli obiettivi principali della mobilità sono stati:

  • confrontare il sistema scolastico romeno con quello italiano;
  • osservare metodologie didattiche e pratiche di gestione della classe;
  • approfondire le politiche di inclusione e gestione della diversità;
  • rafforzare la dimensione europea della scuola attraverso lo scambio di buone pratiche.

Diario delle Attività


Giorno 1 (05/05/2026): accoglienza e confronto tra i sistemi educativi romeno e italiano.

Accoglienza – Il programma è iniziato con una sessione di apertura istituzionale seguita da una suggestiva esibizione di danze tradizionali – da parte degli stessi studenti romeni – che ha sottolineato l’importanza del patrimonio folkloristico nell’identità educativa locale.

canti e danze tradizionali

Le danze popolari in Romania si svolgono in gruppo e sono gioiose, incarnano l’energia comunitaria, spesso eseguite durante matrimoni, festività e celebrazioni popolari. Sono danze dai ritmi veloci, eseguite in cerchio o semicerchio, tenendosi per mano.

L’abbigliamento tradizionale rumeno è colorato e fatto a mano. Il costume è composto da una camicia, appunto l’Ia, una gonna lunga e sopra la gonna si indossa un grembiule decorato.

La Ia è tessuta a forma di croce, da un solo pezzo di stoffa, solitamente lino o lana. Diverse le forme ed i simboli ricamati su questo indumento (quali, ad esempio, il simbolo della croce che ricopriva un ruolo di protezione verso chi la indossava). In base a questi simboli si poteva capire da quale regione provenisse la persona che la indossava.

Un altro fattore importante è il colore che si usava per decorare appunto la camicia. Le ragazze non ancora sposate indossavano colori chiari e vivaci come il giallo e l’arancione, le donne che avevano bambini il blu, le ragazze sposate da poco il rosso, invece le donne sposate da più anni o in età più avanzata erano propense ad indossare colori più sobri e neutri. Le Ie erano diverse anche in base alla festività, per esempio, se si partecipava a un matrimonio si indossava un tipo di Ia diversa da quella scelta in occasione di una festa religiosa.

Round Table – Successivamente, siamo state accolte nell’ufficio del Dirigente scolastico, Prof. Constantin Chirila, dove abbiamo incontrato la vicepreside, Prof.ssa Carapanu Dorina, la professoressa referente del progetto Erasmus+, Iuliana Constantiniu ed il prof. Cezar Haratù, docente di lingua romena e collaboratore del dirigente. Dopo una prima presentazione in cui le parti hanno rispettivamente parlato del proprio sistema scolastico, dal confronto tra i sistemi educativi si è evidenziato come la Romania stia investendo molto nella competitività accademica, partendo dalle ristrutturazione delle infrastrutture scolastiche. Per esempio la stessa scuola che ci ha ospitato, fondata nel 1899, è in questo momento in totale ristrutturazione.

Colegiul National “Garabet Ibraileanu”

Scuola superiore

“Profilo teorico”

L’ istituto è una delle scuole più facoltose di Iasi.

E’ formata da 52 classi, che comprendono i diversi gradi di istruzione, da quello prescolare a quello liceale, con la seguente struttura:

  • Scuola dell’ infanzia: 3 anni, età degli alunni 3-5.
  • Scuola primaria: 5 anni, dalla classe preparatoria alla classe quarta, età degli alunni 6-10.
  • Ginnasio: 4 anni, dalla classe quinta alla classe ottava, età degli alunni 11-14.
  • Liceo: 4 anni, dalla classe nona alla classe dodicesima, età degli alunni 15-18.

Dal raffronto si è compreso come, a ogni livello scolastico, ci siano delle regole per accedere ai livelli successivi. A partire già dalla scuola dell’infanzia, infatti, i bambini non possono accedere alla classe preparatoria della scuola primaria come anticipatari; gli stessi devono avere almeno cinque anni e mezzo per essere pronti a livello emotivo e comportamentale. Dopo il ginnasio, corrispondente alla nostra scuola media, c’è una forte selezione per accedere al liceo. Gli alunni si iscrivono a un test “Evaluarea Națională” dove esprimono le loro preferenze scolastiche superiori a cui vorrebbero accedere e, solo in base al punteggio ottenuto, potranno frequentare la scuola superiore voluta.

       In Romania, le scuole superiori sono di tre tipologie principali:
Profilo teorico

Preparazione accademica generale.

  • Reale
    • matematica-informatica
    • scienze naturali
  • Umanistico
    • filologia
    • scienze sociali

Come il Colegiul National “Garabet Ibraileanu”

Profilo tecnologico

Orientato alla formazione tecnica e professionale:

  • economia
  • turismo
  • elettronica
  • meccanica
  • agraria
  • informatica tecnica ecc.

 

Profilo vocazionale

Per studenti con attitudini specifiche:

  • artistico (architettura, musica)
  • pedagogico
  • sportivo
  • teologico
  • militare

 

Alla fine della classe XII gli studenti sostengono il “Bacalaureat”, equivalente all’esame di maturità italiano. L’esame comprende generalmente tre prove:

  • prova di lingua e letteratura rumena (3h di prova)
  • prova obbligatoria del profilo (3 h di prova)
  • prova a scelta del profilo/specializzazione (3 h di prova)
  • ed una prova basata sulle competenze linguistiche e digitali  (che si svolge la settimana precedente agli esami).

Come in Italia, il diploma di Maturità permette l’accesso all’università in Romania e negli altri paesi europei.

Giorni 2-3-4 (06-08/05/2026): Osservazione sul Campo

Il cuore dell’esperienza è stata la nostra osservazione diretta in classe. Le lezioni iniziavano molto presto, con orario 07:30–13:45, a causa dei lavori di ristrutturazione che hanno costretto l’istituto a creare una turnazione delle lezioni, che si svolgevano anche di pomeriggio. Le lezioni erano intervallate da brevi pause durante le quali gli alunni avevano la possibilità di socializzare tra di loro e di rispondere alle loro necessità fisiologiche; in tal modo le lezioni non subivano alcun tipo di interruzione. Il clima di lavoro in classe era molto sereno e dinamico, improntato sulla partecipazione attiva degli studenti. Questi si sono mostrati sempre concentrati nel prendere appunti, nel correggere gli esercizi e nel relazionarsi con l’attività scolastica, prendendo spesso la parola e partecipando, ciò ha evidenziato lo studio graduale delle discipline che rinforza i loro risultati finali.

Lezioni di Lingua Inglese (Mrs C.Ilas 1h + Mrs D.Busuioc 4h)

Composizione dei gruppi classe

L’attività, che ha offerto un’importante opportunità di confronto internazionale sulle metodologie didattiche applicate all’insegnamento della lingua inglese, si è concentrata sulle classi del quarto e quinto anno di liceo (corrispondenti ai Grade 11 e 12), con 4 ore di lingua inglese a settimana (livello avanzato) rispetto ai corsi ordinari aventi 2-3 ore o alle classi di bilinguismo in cui il numero delle ore a settimana sale a 5-6. Abbiamo osservato che la componente dei gruppi classe è prettamente femminile, alquanto esiguo, infatti, il numero dei maschi. Inoltre, le classi risultano composte interamente da alunni rumeni, essendo quasi inesistente il fenomeno migratorio in entrata. La città e, più in grandi linee, il Paese accoglie, infatti, un numero piuttosto basso di stranieri che si trovano ad essere nell’area  solo di passaggio, al di là di una forte percentuale di Rom. Infine, gli studenti sono residenti tutti nella città di Iasi, a parte qualche pendolare ubicato nelle aree più periferiche della città.

Metodologia Didattica e Struttura delle Lezioni

Durante il periodo di osservazione, nelle ore di Lingua Inglese, abbiamo avuto modo di assistere ad una stimolante alternanza tra didattica frontale e approcci cooperativi, con la prevalenza di questi ultimi. Le lezioni, normalmente di circa 45-50 minuti ognuna, intervallate da pause di 10 minuti circa e caratterizzate da un ritmo piuttosto intenso e da una progettazione accurata, si sono sviluppate toccando in modo integrato tre delle principali competenze comunicative:

Lettura ed Analisi del testo: Le docenti ospitanti e, più nello specifico, le due docenti di Lingua Inglese, la Prof.ssa C.Ilas e D. Busuioc, hanno guidato, rispettivamente, i propri studenti, nella comprensione, la prima docente,  di un testo dialogato in lingua inglese riguardante:
  • una scena di vita quotidiana, una semplice conversazione tra amici, ottima attività per praticare la lingua in contesti reali ed imparare espressioni comuni nella lingua parlata. Tali locuzioni o modi di dire, una volta analizzati e compresi, sono stati, successivamente, utilizzati dagli stessi alunni per elaborare, in coppia ed in tempi piuttosto celeri, un proprio dialogo dalle stesse strutture linguistiche per poi metterlo in scena davanti ai compagni; la seconda docente, di un breve manuale di auto-aiuto riguardante:
  • il genere della psicologia positiva e della crescita personale, un testo che combina ricerche scientifiche e consigli pratici, strutturati come una vera e propria “prescrizione medica” per migliorare il benessere mentale e ridurre lo stress, al quale brano hanno fatto seguito una serie di attività preparate dalla docente come risposte a domande aperte o attività di Fill in the blanks o esercizi di True and False. Tali attività sono state fatte seguire da un secondo momento, altrettanto importante, della didattica, quello della:

Produzione scritta ed orale: La produzione scritta e orale non sono state trattate come esercizio isolato, ma come naturale output di un processo di riflessione e dibattito, attività queste ben accolte dagli studenti, pronti ad elaborare un breve testo scritto in cui esprimere le loro idee riguardo la tematica discussa e che sono state poi esposte oralmente, davanti all’intera classe con sorprendente spontaneità e disinvoltura.  Ultima attività in merito, un’attività di gruppo molto piacevole e dinamica, quella dei 6 Thinking hats, ottima per sviluppare diversi stili di pensiero critico; una celebre tecnica di problem solving e pensiero laterale sviluppata dallo psicologo Edward de Bono nel 1985. Il metodo prevede di analizzare un problema indossando metaforicamente (o fisicamente) sei cappelli di colore diverso, ognuno corrispondente a un diverso stile di ragionamento.

Un’ultima ora di osservazione è stata svolta in una classe terminale (Grade 12) in cui, sempre la stessa docente, Mrs Dana Busuioc,  ha effettuato una simulazione dell’Esame di Stato basata sulle 4 competenze linguistiche, la stessa che solitamente i ragazzi devono affrontare agli esami conclusivi di fine Grade 12, ovvero 2 testi da ascoltare, uno più semplice di livello A1/A2 ed uno più complesso, di livello B1/B2; 2 brani da comprendere A1/A2 e B1/B2 con relative attività e 2 produzioni scritte, di diverso livello di difficoltà. Da sottolineare il fatto che normalmente uno studente rumeno medio registra livelli di competenza nella lingua inglese decisamente più avanzati.

L’Atteggiamento degli Studenti: Motivazione e Competenze

L’aspetto decisamente più colto e rilevante di questa esperienza è stato il comportamento e l’approccio pedagogico degli alunni, che hanno dimostrato un altissimo grado di maturità e serietà:

  • Attenzione e Partecipazione Attiva: Gli studenti si sono mostrati costantemente focalizzati, motivati e sinceramente interessati alla lezione, nonostante la presenza in classe di due docenti straniere. Niente e nessuno ha modificato o rallentato il normale andamento della lezione, né tanto meno la richiesta di eventuali uscite da parte degli alunni, soliti ad essere sempre seduti in classe, rispettosi dei tempi e dei ruoli.
  • Disinvoltura Comunicativa: Pur mantenendo un comportamento estremamente silenzioso e disciplinato, gli alunni hanno rivelato una straordinaria fluidità ed efficacia espositiva in lingua inglese non appena chiamati ad intervenire, argomentare o sostenere un dibattito (debating) su tematiche specifiche. Persino i più timidi sembravano essere a loro agio.
  • Lavoro di Squadra e Gestione del Tempo (Time Management): Notevole è stata la capacità degli studenti di lavorare fattivamente in gruppo. Gli alunni si sono dimostrati abili nel rispettare scrupolosamente i task assegnati dall’insegnante e, soprattutto, i tempi ristretti (strict deadlines) concessi per la produzione estemporanea di parti dialogate o brevi brani personali, gestendo lo stress da prestazione con grande naturalezza.

Lezioni di Chimica inorganica (Mrs I. Mandiuc)

Fermo restando le caratteristiche scolastiche già espresse sopra, il primo incontro con la collega di chimica è avvenuto in laboratorio. Sono state svolte attività pratiche, legate agli studi sulle reazioni acidi-basi con formazione di precipitati salini. Gli alunni, a reazione accaduta, dovevano annotare in tabella il risultato visibile a occhio nudo rispetto a quello di composizione e colore. Gli studenti italiani e romeni del quarto e quinto anno, conoscevano già teoricamente le reazioni e hanno potuto constatarne la fattività pratica.

Tali attività sono molto simili a quelle che svolgiamo in Italia, ma i nostri alunni partono solitamente dal preparare le soluzioni sin dalle polveri, mentre in questo caso c’erano già soluzioni pronte in piccole provette da mescolare. I nostri laboratori sono all’avanguardia come strumentazione e  livelli di sicurezza, si usano sempre dispositivi di protezione quali i guanti o cappe chimiche e biologiche , a necessità.

E’ stato divertente, infatti, per i nostri alunni osservare una reazione di combustione, mentre nei nostri laboratori per motivi di sicurezza tendiamo a non utilizzare il becco bunsen, se non per motivazioni particolari. I nostri laboratori sono sicuramente ambienti sicuramente più controllati.

Lezioni di Chimica organica (Mrs I. Mandiuc)

L’attività di osservazione e partecipazione alle lezioni di Chimica Organica ha riguardato prevalentemente le classi del quarto e quinto anno di scuola secondaria superiore. Soprattutto per le classi del liceo con indirizzo di Scienze Naturali il livello di preparazione degli alunni si è mostrato alto. Una parte significativa delle lezioni è stata dedicata allo svolgimento di esercizi di nomenclatura, alla scrittura delle formule di struttura e alla previsione dei prodotti di reazioni organiche.  Le lezioni teoriche erano state svolte sicuramente nei giorni pregressi e durante le ore di lezione ci si è concentrati sulla correzione di esercizi assegnati a casa o in classe.

Laddove ci fossero degli errori, l’insegnante indicava la cosa da migliorare e, molto spesso autonomamente, altri compagni di classe si recavano alla lavagna a svolgere la correzione. Il tutto avveniva in una classe silenziosa e attenta a come poter migliorare la propria performance. Le ore successive sono state dedicate allo svolgimento di test presi da un libro di preparazione per gli esami di ammissione alle future università di carattere scientifico, a cui gli alunni di quell’ indirizzo, mirano ad entrare. Il loro libro di testo, infatti, fornito dallo stato, era di un livello troppo semplice rispetto ai test universitari.

Lezione di Scienze naturali : l’orto botanico

L’Orto Botanico “Anastasie Fătu”, è uno dei luoghi più affascinanti della città di Iași ed è considerato il più antico orto botanico della Romania. Fu fondato nel 1856 dal medico e naturalista Anastasie Fătu, che volle creare uno spazio dedicato allo studio delle piante e alla divulgazione scientifica, dove tutt’ora gli studenti vanno a studiare.

Ed è nell’Orto botanico che abbiamo potuto osservare diverse specie, sia animali (svolgendo l’attività di birdwatching) che vegetali. L’orto botanico, sulla collina di Copou, si estende per circa 100 ettari e ospita migliaia di specie vegetali provenienti da tutto il mondo. I visitatori possono passeggiare tra serre tropicali, roseti, laghetti e vaste aree dedicate alla flora rumena. È anche un importante centro di ricerca collegato all’Università Alexandru Ioan Cuza.

Oltre al valore scientifico, l’orto botanico è molto amato per la sua atmosfera tranquilla e romantica, soprattutto durante le esposizioni floreali autunnali e primaverili. Ancora oggi rappresenta uno dei simboli culturali e naturali più importanti della Moldavia romena.

La serra dell’Orto Botanico di Iași è uno degli spazi più suggestivi del complesso. Al suo interno si trovano numerose specie tropicali e subtropicali provenienti da diversi continenti, come palme, orchidee, cactus e piante esotiche rare. Grazie alla temperatura e all’umidità controllate, la serra ricrea un ambiente simile a quello delle foreste tropicali, offrendo ai visitatori un’esperienza unica e ricca di colori e profumi.

Oltre al valore estetico, la serra svolge anche un’importante funzione scientifica ed educativa, permettendo agli studenti e ai ricercatori di studiare specie che non potrebbero crescere naturalmente nel clima della Romania. Durante tutto l’anno rappresenta uno dei punti più visitati dell’orto botanico, soprattutto nei mesi freddi, quando il contrasto tra il clima esterno e la vegetazione lussureggiante rende l’atmosfera ancora più affascinante.

La cura delle aree verdi A Iasi molta attenzione è data alla cura degli spazi verdi, ogni aiuola è molto curata e caratterizzata da diverse tipologie di fiori coloratissimi, tra cui predominano, visto il periodo, gli eleganti tulipani.

Il fiore simbolo della Romania è, tuttavia, la Peonia (Bujorul), che abbiamo avuto modo di apprezzare nell’area antistante la serra dell’orto botanico.

Giorno 5 (09.05.2026) Inclusione e diversità in Romania

La sessione del Giorno 5 ci ha viste impegnate in un confronto tra il sistema scolastico italiano e quello rumeno, rappresentanti un chiaro esempio di due filosofie opposte nell’approccio alla disabilità e ai bisogni educativi speciali (BES).

Siamo state accolte da una commissione di docenti della scuola materna e primaria facente parte dello stesso istituto scolastico; insegnanti giovani e meno giovani con le quali abbiamo parlato apertamente dei  sistemi educativi, evidenziandone vantaggi e svantaggi.

Paragonando i 2 sistemi è emerso come l’Italia abbia scelto la via dell’inclusione totale mentre la Romania mantiene ancora oggi un sistema duale che vede la coesistenza di scuole di massa, dove si accede per selezione,  e scuole speciali.

Il Modello Italiano: Inclusione Totale

L’Italia è considerata un modello d’avanguardia a livello internazionale. Con la legge 517 del 1977, ha abolito le classi differenziali e le scuole speciali, accogliendo tutti gli alunni nelle classi comuni.

  • Approccio: Non è l’alunno a doversi adattare alla scuola, ma la scuola a strutturarsi per accogliere tutti.
  • Risorse: Presenza del docente di sostegno (contitolare della classe), dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione, e redazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato).
  • Obiettivo: Socializzazione, uguaglianza dei diritti e sviluppo del potenziale di ciascuno nel gruppo dei pari.

Il Modello Rumeno: Il Sistema Speciale Parallelo

La Romania, ereditando la struttura del blocco comunista (dove la disabilità era fortemente medicalizzata e nascosta), ha avviato riforme di integrazione solo in tempi recenti, spinta anche dall’ingresso nell’Unione Europea. Tuttavia, le scuole speciali (școli speciale) sono ancora una realtà diffusa.

  • Approccio: Segregazione o integrazione parziale. Gli alunni con disabilità intellettive o fisiche gravi vengono spesso indirizzati verso istituti specializzati.
  • Risorse: Le scuole speciali rumene sono dotate di personale altamente specializzato (psicopedagogisti, logopedisti, terapeuti) con aule  multisensoriali, assenza di barriere e spazi di decompressione per l’autismo. Tali risorse sono assenti nelle scuole di massa e, laddove ci siano bambini con difficoltà non certificate, è la famiglia a dover garantire la propria presenza o quella di uno specialista a spese proprie.
  • Obiettivo: Riabilitazione medica e apprendimento di competenze pratiche/professionali in contesti protetti.

Se volessimo tentare un paragone, il sistema italiano offre una spinta democratica e sociale enorme, insegnando la diversità fin dalla scuola dell’infanzia, per cui tutti i nostri alunni sviluppano delle competenze empatiche di accoglienza del “diverso”.

Al contrario, il sistema rumeno offre cure e attenzioni terapeutiche mirate nelle scuole speciali e le maestre della scuola con cui ci siamo interfacciate riescono a vedere i vantaggi di un sistema protetto e i limiti pratici dell’inclusione totale che non garantisce automaticamente l’integrazione sociale. Il punto di vista della scuola italiana è cercare di evitare il rischio di una ghettizzazione della persona disabile che, rimanendo in scuole speciali, ha interazioni limitate con il resto della popolazione dei suoi coetanei. Le docenti rumene sottolineano come le scuole speciali, invece, preservino l’autostima e il benessere emotivo del bambino, che non si sente mai “quello diverso” o “quello indietro”, abbattendo il senso di frustrazione, isolamento o bullismo derivanti dal confronto costante con un gruppo classe che viaggia a velocità standard.

Nota di demerito in Italia è che le terapie specifiche sono, spesso, per mancanza di fondi, principalmente a carico delle famiglie e vengono svolte al di fuori dell’orario scolastico, mentre nelle scuole speciali avvengono nella scuola stessa, ovviamente con la decisione da parte della scuola ed un coinvolgimento minore nella scelta da parte della famiglia.

Alla fine del nostro piacevole incontro, abbiamo, quindi, dedotto che la presenza delle scuole speciali in Romania non ci viene, proposta come una semplice “mancanza di evoluzione”, ma come una scelta che presenta diversi aspetti positivi e pragmatici. Tuttavia, negli ultimi anni la Romania sta cercando di muoversi verso l’inclusione, ma la resistenza culturale e strutturale mantiene il sistema speciale ancora molto solido.

La mattinata si è conclusa con la consegna ufficiale dei certificati, validando le competenze acquisite durante la settimana.

Giorni  6-7 (09-10/05/2026): Arricchimento Culturale

Gli ultimi giorni sono stati dedicati alla scoperta del territorio con escursione culturale al Parco Nazionale di “Vanatori Neamt Nature Park” dove, malgrado il cattivo  tempo, abbiamo avuto la fortuna di avvistare mandrie di bufali, cicogne, cervi a testimoniare lo stretto rapporto della zona con la natura.

La gita è proseguita con la visita di alcuni monasteri cattolici ortodossi presenti nella zona della Bucovina, a nord-est della Romania. Siamo partiti dal Monastero di Humor, costruito nel 1530, ad oggi patrimonio dell’ UNESCO,  abbiamo proseguito con il Monastero di  Moldovița costruito nel 1532 e il Monastero di Voroneț. Quest’ultimo è un sito UNESCO famoso come la “Cappella Sistina d’Oriente” per i suoi straordinari affreschi del XV-XVI secolo. Fondato nel 1488 da Stefano il Grande, è celebre per il “blu di Voroneț”, una tonalità unica al mondo, e per l’imponente affresco del Giudizio Universale.

Monastero di Voroneț

La serata è poi trascorsa nello storico e meraviglioso Teatro Nazionale dell’Opera rumena di Iasi in cui abbiamo avuto il piacere di assistere al balletto classico “Il Lago dei Cigni”, che emozione!  Il teatro ospita anche spettacoli che valorizzano la cultura locale.

Conclusioni e Ricadute Professionali

L’esperienza di job shadowing a Iași è stata estremamente stimolante. Le principali competenze acquisite riguardano:

  • Competenze interculturali: Migliore comprensione delle dinamiche educative in un contesto est-europeo.
  • Nuove prospettive didattiche: Spunti pratici su come gestire la diversità in classe e incentivare il dialogo tra pari.
  • Networking: Consolidamento dei rapporti con i partner romeni per futuri progetti di scambio per gli studenti.
Questa esperienza conferma che la cooperazione transnazionale è fondamentale per costruire uno spazio europeo dell’istruzione sempre più integrato e inclusivo.