Donne, una rete per uscire dalla violenza

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Personale scolastico

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Per tutte le violenze consumate su di Lei/per tutte le umiliazioni che ha subito,/per il suo corpo che avete sfruttato,/per la sua intelligenza che avete calpestato,/per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,/per la libertà che le avete negato,/per la bocca che le avete tappato,/per le ali che le avete tagliato,/per tutto questo:/in piedi, Signori, davanti ad una Donna.

 Questi sono alcuni dei versi citati dai ragazzi del 5B del nostro istituto “Ettore Majorana”, sotto la supervisione della prof.ssa Tanzillo, durante la conferenza, dal nome “Donne, una rete per uscire dalla violenza”, tenutasi presso la Curia Vescovile di Latina il 9 Marzo 2022 alle ore 10.00. Organizzato dal comando Provinciale dei Carabinieri della nostra città, assieme all’associazione Soroptimist International Club, questa conferenza ha reso possibile l’incontro di giovani ed esperti su una tematica universale: la violenza sulle donne. Durante l’incontro i ragazzi del Majorana hanno deciso di prendere posizione, di “mettersi in piedi”, recitando un’emozionante poesia di William Shakespear, “In piedi, Signori, davanti ad una Donna”. Il convegno ha sicuramente dato modo ai giovani presenti di comprendere l’impegno e la fatica che si celano dietro la volontà di aiutare le donne vittime di violenza, sapendo che queste ultime, in seguito all’abuso, si ritrovano spesso sole, ignorate e deboli. Proprio per questo, in  occasione della presentazione di ciò che la rete anti-violenza costituisce, è stata posta l’attenzione su due significative innovazioni: il Codice Rosso, ad opera delle forze dell’ordine, e la Sala Rosa, all’interno dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina.

Il codice rosso

Il codice rosso è un nuovo metodo di approccio che consiste nell’ “andare incontro” alle vittime di violenza. Alla base di questa prassi, stando alle parole del tenente Monica Loforesi, vi sono quattro concetti essenziali, definiti “le quattro A”: Attivazione immediata dell’operatore, Accoglienzadella vittima in una struttura ospitale, Ascolto e comprensione della donna da parte di esperti e un attento Aiuto. Facendo poi riferimento a ciò che è stato detto dal magistrato Martina Taglione, questo sistema si basa sull’immediatezza della risposta: entro tre giorni dalla denuncia; difatti, la vittima viene messa in contatto con un magistrato ed ha la possibilità di esporre ciò che ha precedentemente denunciato.

La sala rosa

Attraverso l’intervento della dottoressa Rita Dal Piaz,inoltre, siamo venuti a conoscenza di un’area adibita all’ospitalità per le vittime. Si tratta di una vera e propria stanza che può avere una duplice funzione. La donna giunta in pronto soccorso che riporta ferite riconducibili ad un presunto maltrattamento viene condotta in questo luogo, di gran lunga più confortevole di un reparto ospedaliero. Qui sarà aiutata da esperti disposti ad ascoltarla e a farle trovare il coraggio di denunciare, laddove fosse necessario. Inoltre, come già successo in passato, questa stanza può provvisoriamente ospitare, anche per diverso tempo, donne costrette a fuggire dal loro oppressore.

Saranno questi passi decisivi per porre fine a una tale ingiustizia?

Indubbiamente, l’unico modo per reprimere questo fenomeno è non  rimanervi indifferenti, ed è stato proprio questo il messaggio che è emersodall’incontro.

Riteniamo fondamentale ricordare ogni giorno questa battaglia che vede da secoli le donne protagoniste, attraverso momenti che, come questo, coinvolgono in prima persona gli studenti. La vicepreside del nostro istituto, la prof.ssa Santoro Marina ha letto una storia alla platea degli studenti, una storia non reale ma all’interno della quale possono riconoscersi tante donne, vittime di violenza. Le sue parole hanno aiutato a ribadire  che la scuola, dopo la famiglia, è il luogo in cui dovrebbe svilupparsi l’educazione necessaria affinché sia posta  fine a taliingiustizie.

Ilaria  Sciarretta

Giulia Di Vito

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